Aperitivo artistico? Arriva la nuova stagione di StARTers '26!

Aperitivo artistico? Arriva la nuova stagione di StARTers '26!

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Perchè StARTers?

L’Aperitivo è un concetto tutto italiano: è la pausa dopo il lavoro, pensata per condividere i problemi della giornata con colleghi, amici o conoscenti. Accompagnato da drink e stuzzichini per tutti i gusti, il “piatto principale” resta sempre lo stesso: una conversazione informale.
In perfetto stile italiano, la conversazione spesso inizia con una lamentela e poi si allarga, toccando temi diversi più o meno collegati al punto di partenza: geopolitica, lo stato della società, le ultime notizie, qualche pettegolezzo…
Per questo abbiamo pensato che fosse il formato ideale per parlare di arte in modo informale ma piacevole. Non solo di arte, ma d’arte. Di come si relaziona e riflette la società nel suo insieme, di come un artista pensa e agisce, se l’arte possa o debba essere politica, ma anche di come funziona il sistema dell’arte.
Questi incontri sono guidati da artisti, curatori e professionisti che aprono la conversazione condividendo la propria esperienza e invitando il pubblico a partecipare.
In poche parole: è un Aperitivo a regola d’arte! (ed è anche gratuito)

Il menu della stagione

La nuova stagione di StARTers ’26 è tutta su il The Peace Room Project: Quale può essere il ruolo dell’arte nell’attuale situazione globale, spesso caratterizzata da conflitti, sia interpersonali che interculturali?
L’arte può stimolare un pensiero individuale o collettivo? Può creare uno spazio condiviso di riflessione, o persino di azione?
Gli incontri ruoteranno attorno a queste domande. L’obiettivo non è dare una risposta definitiva, ma porre le stesse questioni da punti di vista diversi, esplorandone la complessità invece di cercare di contenerla o semplificarla.

Incontra i conversation starters di questa stagione!

🍸17 febbraio/26 – h18.00

Serena Fineschi – in italiano 🇮🇹

Serena Fineschi (Siena) vive e lavora tra Siena e Bruxelles, con una formazione in grafica e storia dell’arte contemporanea. Il suo lavoro, declinato tra fotografia, ceramica, assemblage e installazioni site-specific, esplora le relazioni umane, la memoria e il corpo come terreno simbolico.

È co-fondatrice di progetti nomadi come Grand Hotel e FONDACO, e ha istituito “Caveau” (2016), una “cassaforte” per idee nata nella mura di Siena. Ha esposto in sedi nazionali e internazionali – tra cui CENTRALE for Contemporary Art (Bruxelles), Santa Maria della Scala (Siena), Assab One (Milano), Palazzo Magnani (Reggio Emilia), XV Biennale di Architettura di Venezia, Triennale di Milano, Manifesta 12. La sua pratica artistica fonde sperimentazione materica e omaggi al passato (dal Trecento senese alla pittura fiamminga), indagando la tensione tra sacro e profano.

🍸3 marzo/26 – h18.00

Francesco Carone+Bernardo Giorgi+Christian Posani – in inglese 🇬🇧

Curatori del progetto di arte pubblica Tempo Zulu, l’incontro sarà incentrato sull’evoluzione del progetto. Nato nel 2004 nel cuore di Siena, Tempo Zulu consiste in una costellazione di lastre in pietra incise e inserite nella pavimentazione, pensate per essere scoperte lentamente, quasi per caso. Ideato dagli artisti-curatori Francesco Carone, Gregorio Galli, Bernardo Giorgi e Christian Posani, il progetto prende forma dopo che venne meno un finanziamento destinato a residenze d’artista presso Santa Maria della Scala. Da qui la scelta di “fissare” un tempo condiviso — il “Tempo Zulu”, ovvero il tempo universale — nella pietra della città, mettendo in relazione lo spazio pubblico urbano con quello della produzione artistica e culturale.
Le lastre, donate da artisti, pensatori e intellettuali invitati al Comune di Siena, compongono un percorso discreto, affidato al passaparola e alla cura dei custodi del territorio. La loro collocazione è attentamente studiata per trasmettere messaggi specifici — come nel caso della pietra dello chef Mario Avallone in Piazza Matteotti, un tempo sede di un fast food, o del contributo di Edi Rama con Anri Sala.
Percorribili e percepibili al tatto, le opere arricchiscono il patrimonio contemporaneo senese e sono accessibili anche ai non vedenti. Mai ufficialmente pubblicizzate, le pietre — removibili — sono volutamente prive di una mappa, invitando cittadini e visitatori a scoprire ciò che si cela sotto i loro passi. Il progetto dialoga con le 17 Contrade di Siena e con le guide locali, facendo propria l’idea che l’arte debba essere vissuta, più che spettacolarizzata.

🍸17 marzo/26 – h.18.00

Hetty Laycock+Federica Zanlucchi with the participation of Michelina Eremita – in inglese 🇬🇧

🍸24 marzo/26 – h.18.00

Debora Barbato – in inglese 🇬🇧

🍸31 marzo/26 – h.18.00

Laura Boggia – in inglese 🇬🇧


Come partecipare

StARTer è ed è da sempre gratuito ed aperto a tutt*! Ci vediamo il Martedì alle 18.00 a Il Punto/The Point!

Non dimenticare di seguirci sui Social!


StARTers26 è stato creato per il progetto THE PEACE ROOM con il contributo della Regione Toscana e di GiovaniSì nell’ambito del programma Toscanaincontemporanea2025.

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